Tra due fuochi:
lo stigma verso l'obesità e la chirurgia bariatrica

Negli ultimi anni diverse ricerche hanno investigato lo stigma nei confronti dell’obesità e gli effetti negativi che può avere sulla salute fisica, psicologica e sociale di chi lo subisce. (1)


Nonostante l’obesità sia stata riconosciuta come una malattia (2), la persona che ne è affetta è spesso considerata colpevole e artefice della sua condizione.


Questa visione negativa, stereotipata e socialmente accettata, può portare a penalizzazioni e discriminazioni nei domini di vita più importanti come, per esempio, lavoro, istruzione, relazioni interpersonali e tempo libero (3).


Anche l’ambiente sanitario non è immune da questi atteggiamenti negativi tanto che i professionisti della salute, dopo i famigliari, sono indicati come la principale fonte di stigma (4).


Percepire un ambiente di cura giudicante, e poco rispettoso, può portare a non cercare un aiuto professionale, ritardare o cancellare importanti visite di prevenzione, adottare comportamenti alimentari e, di controllo del peso, disfunzionali col rischio di mantenere, e/o peggiorare, la propria condizione (5).


È nota la difficoltà a perdere e mantenere il peso perduto nel tempo già dagli anni 50 in cui
Stunkard scrisse “Most obese persons will not stay in treatment. Of those who stay in treatment, most will not lose weight, and of those who do lose weight, most will regain it” . (6)


La chirurgia bariatrica, nonostante manchino osservazioni a lungo termine, ha accumulato evidenza nel migliorare significativamente la qualità di vita, l’immagine corporea e il senso di autoefficacia .(7)


Inoltre, rispetto alle terapie tradizionali della gestione dell’obesità, la chirurgia bariatrica è associata a una migliore riduzione della mortalità, diminuzione dell’incidenza di diabete, infarto del miocardio, ictus e cancro. (8)


Tuttavia, come l’aumento di peso è stigmatizzato perché considerato un segno di pigrizia e poca volontà (dove la persona è considerata responsabile della sua condizione), così è stigmatizzata anche la chirurgia bariatrica (vista come una facile scorciatoia, dove la persona non è considerata responsabile del suo cambiamento). (9,10)


Robert A. Carels e colleghi, per esempio, hanno trovato una minore disponibilità ad assumere individui che hanno perso peso a seguito di un intervento di chirurgia bariatrica rispetto a chi aveva perso peso con un intervento comportamentale. (11)


La persona affetta da obesità si può trovare quindi tra due fuochi, da una parte il dito puntato addosso perché è in una condizione di obesità e dall’altra per il modo in cui ha scelto di gestire la sua condizione.
Per questo è necessario sensibilizzare sia all’obesità come malattia, e non colpa, sia alla chirurgia bariatrica come un intervento necessario (in determinate condizioni) e non come facile scorciatoia.
È importante sensibilizzare che l’intervento non è un’opera in un solo atto ma è uno dei tanti step verso una migliore, e duratura, qualità di vita che richiede aderenza, costanza e impegno da parte del paziente.
Fornire informazioni sui cambiamenti di stile di vita raccomandati a seguito dell’intervento chirurgico si è dimostrato utile nel mitigare il giudizio negativo. (12)


La lotta allo stigma ponderale passa quindi sia attraverso l’educazione dell’obesità, ma anche della chirurgia bariatrica.
La persona con obesità non può essere colpevolizzata per una malattia (che non ha scelto) e per avere cercato di curarsi (che ha scelto).
Questo non avviene per altre malattie complesse e croniche e sarebbe condannato se accadesse.
Come ricorda Rebecca Puhl “we need to fight obesity, not obese people”. (13)

 

di Daniele Di Pauli (Psicoterapeuta, P.E.S.O., Pregiudizio e Stigma verso L’Obesitá) & Andrea Formiga (Chirurgo, C.I.B.O, Chirurgia Interdisciplinare Bariatria Obesità)

1. Alberga AS., et al (2016) Weight Bias: A call to action. Journal of Eating disorder. 4:34.
https://doi.org/10.1186/s40337-016-0112-4

2. American Association of Clinical Endocrinologists (AACE) (2011) American Association of Clinical Endocrinologists (AACE) declares obesity a disease state. http://media.aace.com/ press-release/american-association-clinical-endocrinologistsaacedeclares-obesity-disease-state. Accessed 11 Nov 2014

3. Puhl RM, Heuer CA (2009) The stigma of obesity: a review and update. Obesity (Silver Spring) 17(5):941–964. doi:10.1038/oby. 2008.636

4. Puhl RM & Brownell KD (2006) Confronting and coping with weight stigma: an investigation of overweight and obese adults. Obesity (Silver Spring) 14 (10): 1802-15. DOI:10.1038/oby.2006.208

5. Phelan SM., et al (2015). Impact of weight bias and stigma on quality of care and outcomes for patients with obesity. Obesity Review. 16 (4): 319-326. doi: 10.1111/obr.12266

6. Stunkard, A. J. (1958). The management of obesity. New York State Medical Journal, 58, 79-87.

7. Felix Nickel (2017). Influence of bariatric surgery on quality of life, body image, and general self-efficacy within 6 and 24 months—a prospective cohort study. Surg Obes Relat Dis. 2017 Feb;13(2):313-319. doi: 10.1016/j.soard.2016.08.017.

8. Sjöström L. (2013) Review of the key results from the Swedish Obese Subjects (SOS) trial - a prospective controlled intervention study of bariatric surgery. J Intern Med. 2013 Mar;273(3):219-34. doi: 10.1111/joim.12012.

9. Vartanian LR & Fardouly J (2013). The stigma of obesity surgery: negative evaluations based on weight loss history. Obes Surg. 2013 Oct;23(10):1545-50. doi: 10.1007/s11695-013-0918-y.

10. Fardouly J & Vartanian LR (2011) Changes in weight bias following weight loss: the impact of weight-loss method. Int J Obes (Lond). 2012 Feb;36(2):314-9. doi: 10.1038/ijo.2011.26.

11. Robert A. Carels et al., (2014) Changes in weight bias and perceived employability following weight loss and gain. Obesity Surgery. 2015 Mar;25(3):568-70. doi: 10.1007/s11695-014-1522-5.

12. Vartanian LR & Fardouly J (2014) Reducing the stigma of bariatric surgery: benefits of providing information about necessary lifestyle changes. Obesity (Silver Spring). 2014 May;22(5):1233-7. doi: 10.1002/oby.20721.

13. https://www.psychologicalscience.org/…/this-stigma-of-obesi…

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