L'insostenibile peso dell'essere

Il sudicio della giovane Beatrice lascia quel qualcosa di amaro “da spingere giù in fondo” che cantava Vasco Rossi.
Beatrice era appassionata di musica, suonava l’oboe, e frequentava il liceo musicale.
La testimonianza di una amica racconta che all’origine di questo gesto estremo vi sia la sofferenza legata alla condizione di obesità di cui la quindicenne era affetta.
Le notizie riportano anche che, nel suo diario, probabilmente tra tante frasi, c’era anche “sono troppo grassa”.
Non possiamo dire con certezza che quella sia l’unica causa, ma questa vicenda dall’epilogo tragico deve fare riflettere sul “peso” che spesso si portano addosso le persone con obesità.


Non é il “peso” fatto di chilogrammi, ma é il “peso” sociale che giudica e discrimina in base alla taglia che si porta.
Prese in giro, esclusioni, bullismo, ma anche mancate assunzioni, valutazioni più scarse a scuola, meno tempo dedicato da parte dei medici possono essere le conseguenze che alcune persone possono subire a causa della loro taglia.


L’obesità é spesso detronizzata da malattia cronica e multifattoriale, a colpa, data dalla pigrizia è scarsa forza di volontà.
Fare umorismo sul peso di una persona é socialmente accettato, e diffuso, tanto che atteggiamenti negativi verso il sovrappeso e obesità sono stati riscontrati sia negli adulti che nei bambini (già a partire dai tre anni di età).


Tra gli adolescenti, quelle sul peso, sono la principale causa di prese in giro e per alcuni gli effetti sul benessere fisico e psicologico possono essere devastanti.


La nostra cultura idealizza la magrezza e disprezza l’obesità.


Si parla tanto di diete (molto spesso senza alcun rigore scientifico) e siamo bombardati da programmi (per es. Extreme makeover: diet edition) in cui sembra che con l’impegno e forza di volontà si possa perdere tutto il peso che si vuole e raggiungere le forme desiderate una volta per tutte.


L’obesità é qualcosa di più complesso del mangiare di meno e muoversi di più, e spesso c’è una sofferenza che pesa .... indipendentemente da quello che indica la bilancia.

Non é finita l’ironia anche dopo la morte di Beatrice. Qualcuno ha scritto: “Non sapevo che farsi mettere sotto un treno fosse un metodo rapido di dimagrimento”.


Anche altri commenti hanno voltato le spalle al dolore di questa ragazza che potrebbe essere nostra figlia, una nostra amica o una persona della quale incrociamo lo sguardo in una giornata qualunque ... come ha voltato lei le spalle a chi quel treno lo aspettava per andare al lavoro o a scuola; quel treno in cui Beatrice ha cercato di fuggire dalla sua sofferenza, lasciando in molti di noi quel qualcosa di amaro da spingere giù in fondo.