La disumanizzazione delle persone con obesità

Una nuova ricerca (1), pubblicata su Obesity, ha scoperto che le persone con obesità non solo sono stigmatizzate, ma sono palesemente disumanizzate.

Nonostante l’obesità sia stata riconosciuta come una malattia dall’AMA (Associazione Medica Americana) nel 2013, numerose ricerche hanno evidenziato come le persone spesso hanno opinioni stigmatizzanti e pregiudizi sia sull'obesità che le persone che vivono tale condizione.

Questa nuova ricerca condotta all'Università di Liverpool, guidata dal dott. Inge Kersbergen e dal dott. Eric Robinson, ha esaminato se le opinioni stigmatizzanti sull'obesità possano essere più estreme di quanto mostrato in precedenza. La ricerca ha esaminato se le persone credono che le persone con obesità siano meno evolute, e umane, di quelle senza obesità.

Più di 1500 partecipanti, costituiti da persone provenienti dal Regno Unito, dagli Stati Uniti e dall'India, hanno completato sondaggi online per indicare quanto evoluti considerino diversi gruppi di persone su una scala da 0 a 100.

I ricercatori hanno anche registrato l’indice di massa corporea (IMC) dei partecipanti che hanno completato il sondaggio per scoprire se la “disumanizzazione” dell'obesità fosse maggiormente comune tra le persone più magre, e se era correlata al sostegno alle politiche sanitarie che discriminano le persone a causa del loro peso corporeo.

I partecipanti in media hanno valutato le persone con obesità come "meno evolute" e “umane” rispetto alle persone senza obesità. In media, i partecipanti hanno posto le persone con obesità a circa 10 punti al di sotto delle persone senza obesità. La disumanizzazione era più comune tra i partecipanti più magri, ma è stata osservata anche tra i partecipanti in una condizione di "sovrappeso" od “obesità".

In particolare nell’obesitá di primo grado (IMC tra 30 e 35), ma no in obesità di grado superiore (IMC > 35).

Le persone che hanno apertamente disumanizzato quelle con obesità sono risultate avere più probabilità di sostenere politiche sanitarie che discriminano le persone a causa del loro peso.

Eric Robinson, dell'Università di Liverpool, ha dichiarato: "Questa è una delle prime prove che le persone con obesità sono apertamente disumanizzate e questa tendenza a considerare le persone con obesità come (meno umane) rivela il livello di stigma dell'obesità”.

"È comune per la società presentare, e parlare, dell'obesità in modi disumanizzanti, usando parole animaliste per descrivere problemi con il cibo (ad esempio" mangiare come un maiale ") o usando immagini che rimuovono la dignità delle persone che vivono una condizione di obesità magari mostrando solo parti del corpo (per es. addome o glutei) o atteggiamenti stereotipati (stravaccati sul divano o intenti a mangiare cibo spazzatura o grandi quantità di cibo) o spesso persone rappresentate senza testa (enfatizzando solo le parti del corpo in eccesso di peso e disumanizzando la persona).

Questo studio é una delle tante evidenze dello stigma che circonda l’obesità e della barriera che può porre per una adeguata attenzione pubblica, politica, sanitaria e di ricerca di cura delle stesse persone che vivono questa condizione cronica e multifattoriale.

Inge Kersbergen, ora ricercatore all'Università di Sheffield, ha dichiarato: "I nostri risultati espandono la letteratura precedente sullo stigma dell'obesità mostrando che le persone con obesità non solo non sono gradite e stigmatizzate, ma sono esplicitamente considerate meno umane di quelle senza obesità”.

La lotta all’obesitá ha bisogno di tenere conto anche della nostra visione della stessa libera da stereotipi e pregiudizi.
Non rischiamo di essere noi meno umani verso una condizione che crea sofferenza e che può portare, chi ne é affetto, a trascinarsi addosso il peso del rimprovero di una società giudicante e colpevolizzante.

Inge Kersbergen, Eric Robinson. Blatant Dehumanization of People with Obesity. Obesity, 2019; DOI: 10.1002/oby.22460

https://www.sciencedaily.com/releas…/2019/…/190403113933.htm